Hacking: un mondo bianco e nero

Molto spesso il termine hacking viene associato solamente al crimine informatico ma l’origine della parola riguarda un significato molto più ampio. “Hacking”, più in generale, si riferisce a ogni situazione in cui sono necessarie immaginazione e creatività per risolvere un determinato problema. In informatica questa definizione calza a pennello. L’hacking “informatico” è l’insieme dei metodi, delle tecniche e delle operazioni volte a conoscere, accedere e modificare un sistema hardware o software. La figura protagonista è sicuramente quella dell’hacker, che si divide in due categorie: gli “hacker dal cappello bianco” (white hat hackers) e gli “hacker dal cappello nero” (black hat hackers).

 

I “white hat hackers” sono chiamati anche hacker etici, sono informatici specializzati nella verifica e monitoraggio della sicurezza di una rete in tutti i suoi aspetti. L’etica di questa tipologia di hacker è riassunta da Steven Levy, noto white hat hacker: L’hacker pratica l’esplorazione intellettuale a ruota libera delle più alte e profonde potenzialità dei sistemi di computer, o la decisione di rendere l’accesso alle informazioni quanto più libero e aperto possibile. Ciò implica la sentita convinzione che nei computer si possa ritrovare la bellezza, che la forma estetica di un programma perfetto possa liberare mente e spirito”.

I “black hat hackers” sono invece quelli più famosi. Fanno parte di questa categoria tutti i responsabili degli attacchi di cui spesso si sente parlare. Gli hacker black hat sono veri e propri fuorilegge. La differenza principale tra le due fazioni è il moralismo. Un white hat hacker possiede notevoli conoscenze nel campo della cyber security e le utilizza per scopi benevoli; il black hat hacker viceversa, utilizza le sue conoscenze principalmente per trarre vantaggio personale (anche economico) dalle sue attività.

 

Per fare alcuni esempi: di recente hanno fatto molto scalpore i “leak” (dall’inglese, letteralmente, perdita) di alcuni episodi di Game of Thrones. Gli hackers hanno sfruttato delle “perdite” generate da bug nella sicurezza del sistema informatico di HBO, nota emittente statunitense che era in possesso degli episodi in questione. L’ultimo leak riguarda (riguardava se viene pubblicato dopo lunedì) addirittura il molto atteso finale della settima stagione.

Nella celebre serie TV americana “Mr. Robot”, Elliot e la sua crew di hackers “F. Society” rientrano nella categoria dei black hat hackers. I protagonisti sono molto spesso inquadrati al computer mentre utilizzano Kali Linux, una distribuzione linux (gratuita) che include preinstallati molti tools per svolgere monitoraggio di sicurezza informatica.


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