Discografia Genesis – Tutti gli album dei Genesis (nell’era di Peter Gabriel)


Una qualsiasi persona, con una cultura musicale più o meno buona, non potrà mai dire di non aver ascoltato un brano o di non aver sentito parlare dei Genesis, band britannica nata alla fine degli anni ’60. Pionieri del progressive rock, i Genesis sono destinati a lasciare un’impronta indelebile nella storia del genere.

Le origini

La band inizialmente si compone di 5 membri:
– Peter Gabriel (attualmente solista), frontman capace di suonare flauti, oboe e percussioni;
– Tony Banks, tastierista;
– Chris Stewart, batterista;
– Mike Rutherford, bassista e chitarrista;
– Anhony Phillips, chitarrista.
La band attraverserà però le sue fasi migliori poco dopo il primo album, From Genesis to Revelation, ed il secondo, Trespass, con l’entrata nel gruppo di Phil Collins (batterista, in seguito anche cantante) e Steve Hackett (chitarrista) al posto di Stewart e Phillips. Una canzone molto importante di Trespass, poi suonata molte volte nei concerti, è The Knife.

Nursery Cryme

Nursery Cryme, il primo album di questa nuova “era”, viene pubblicato nel 1971. La prima canzone, che forse è anche la più celebre, è The Musical Box. Altre canzoni molto importanti dell’album sono The Return of the Giant Hogweed e Seven Stones.

Foxtrot

Foxtrot, subito dopo Nursery Crime, è forse la definitiva consacrazione dei Genesis in ambito Europeo. Il disco si apre con la celebre Watcher of the Skies, accompagnata da canzoni di grande bellezza come Can-Utility and the Coastliners e Horizons, un brano molto breve ma di grande impatto (l’unico strumento usato nel brano è la chitarra acustica).
E poi… c’è Supper’s Ready. Non ci sono parole per definire il genio di questo gruppo nel creare un brano così lungo (quasi 23 minuti) senza mai stancare l’ascoltatore.
Molto interessanti, in questo periodo, le esibizioni live del gruppo: Peter Gabriel si diletta in incredibili travestimenti e si trucca in quasi ogni concerto, diventando sempre di più un trascinatore per questo gruppo.

Selling England by the Pound

Dopo Foxtrot esce il penultimo album dell’era Gabriel (vedremo in seguito perché): Selling England by the Pound. Nell’album ci sono 6 canzoni su 8 davvero di altissimo livello, dal genio di Firth of Fifth alla melodica The Cinema Show, passando per Dancing with the Moonlit Knight e l’avvincente The Battle of Epping Forest. Incredibilmente è presente una canzone, More Fool Me, fuori dal tradizionale stile dei Genesis, che probabilmente è l’unico “tallone d’Achille” di questo album. È infine importante l’ultimo pezzo dell’album, Aisle of Plenty, che è un reprise del tema di Dancing with the Moonlit Knight, dove però il testo viene cambiato in una lista di oggetti da mangiare: questo è stato composto come una sorta di risposta, secondo quanto ha affermato dal gruppo successivamente, alla sopracitata Supper’s Ready (letteralmente “La cena è pronta”).

The Lamb Lies Down on Broadway e l’addio di Gabriel

L’ultimo album prima dell’addio di Peter Gabriel alla band è The Lamb Lies Down on Broadway (composto da 2 cd). L’addio avverrà proprio alla fine di uno dei concerti del tour del medesimo album, e Gabriel continuerà la sua carriera da solista. Nell’album sono presenti numerose canzoni in uno stile ormai maturo e orecchiabilissimo, segno della definitiva maturazione di questo gruppo. Le più belle canzoni sono probabilmente: The Lamb Lies Down on Broadway, In The Cage, Counting Out Time, The Carpet Crawlers e It. L’album ha anche una storia molto significativa che parla di un teppista di Broadway, di nome Real, che girando per la sua città si imbatte in una nebbia fittissima e viene catapultato in un mondo alternativo dove scopre essere finito anche il fratello, John. Alla lunga, il ragazzo maturerà e invece di cercare di salvarsi sprecherà ogni opportunità in nome del fratello. Nella penultima canzone del secondo cd, In the Rapids, dopo aver lasciato perdere l’ultima possibilità di salvarsi per salvare il fratello intrappolato nelle rapide, Real vedrà in faccia suo fratello ed al posto della sua faccia vedrà la propria. Dunque tutto ciò che ha passato è stato proprio per salvare se stesso e maturare. L’ultimo brano, It, parla della scomparsa di lui e suo fratello assieme alla stessa nebbia purpurea (purple haze) che lo aveva travolto.

L’era di Phil Collins

Dopo l’addio di Gabriel il cantante sarà Phil Collins che peró manterrà il ruolo di batterista. Ci saranno 2 dischi in uno stile più commerciale ma comunque Rock: Wind & Wuthering, A Trick of the Tail. Del primo album, sono importanti Eleventh Earl of Mar e Your Own Special Way. Del secondo, invece, ricordiamo Dance on a Volcano, Squonk e Robbery, Assault and Battery.

L’addio di Hackett

Dopo questi due album ci sarà anche l’addio alla band di Hackett, ed uscirà l’album And Then There Were Three. Dopo questo, lo stile del gruppo sarà sempre più tendente al dance e al commerciale, ma uscirà un album comunque degno di nota: Duke, la cui canzone più degna di nota è sicuramente Behind the Lines, accompagnata dalle hit Misunderstanding e Turn It On Again.


Lorenzo Diaco

Studente di Ingegneria Informatica a Roma, grande appassionato e studente di musica, oltre che fervente appassionato di calcio e tifoso del Napoli. Fondatore del progetto revogeek, del quale dirige l'aspetto tecnico e commerciale.

Articoli che potrebbero interessarti...