Guida definitiva per diventare fotografo – Parte 1

 

Tutti siamo stati principianti e tutti abbiamo commesso almeno qualche errore all’inizio. Per evitare in partenza di commettere degli sbagli, ecco quindi la prima parte della nostra guida per diventare dei fotografi.

  1. FOTO SOVRAESPOSTE O SOTTOESPOSTE: Espost… cosa? L’esposizione, in parole povere, è la risultante della combinazione della famosa triade fotografica (ISO, tempi e diaframma) che permette alla nostra foto di essere più luminosa o più buia. È importante quindi riuscire a bilanciare questa combo di fattori evitando di ottenere foto troppo bianche o troppo nere. Ma come si fa? Facciamo finta di essere al parco, in un giorno d’estate, con un sole davvero abbagliante e voler fotografare il nostro cane. Mettendo la fotocamera sulle impostazioni manuali, dovremo tendere a “scurire” la nostra immagine poiché, essendoci appunto molta luce, non avremo bisogno di schiarire ulteriormente, quindi la nostra sensibilità ISO non dovrà superare i 400 (già 400 sarebbe tantino, ma vi lascio il beneficio del dubbio in caso di un’improvvisa eclissi) e i nostri tempi dovranno essere molto veloci; inoltre, quasi tutte le macchine ormai sono dotate di un piccolo grafica che si chiama “esposimetro”, il quale ci indica, con un puntatore su una linea, se la nostra foto è troppo scura o troppo chiara. Evitate allora di avere sfondi totalmente bianchi o persone troppo scure in contro luce.
  2. LINEA DELL’ORIZZONTE STORTA: Penso che non ci sia cosa più fastidiosa per un fotografo professionista di una linea dell’orizzonte storta. Tutti almeno una volta nella vita abbiamo fatto una foto ad un tramonto sul mare senza però prestare attenzione che la linea dell’orizzonte fosse dritta. Ciò fa perdere immediatamente qualità alla nostra foto. Non importa quanto siate riusciti a rendere setoso il mare o ad immortalare un sole magnifico, se la linea è storta la vostra foto è da cestinare. Chiaramente però, essendo noi nell’epoca del digitale possiamo tranquillamente ricorrere anche al software più basilare per correggere questo problema in post produzione, ma evitarlo a priori potrebbe essere un’ottima soluzione.
  3. ARTI TAGLIATI: I fotografi amatoriali sono dei veri e propri serial killer a quanto pare! Mani, piedi e dita tagliate come i migliori macellai. Una delle più grandi differenze che distinguono un fotografo professionista da un dilettante è proprio il taglio errato della figura umana nelle fotografie. Cercate sempre di seguire la scala dei piani cinematografici (piano americano, figura intera ecc) e lasciare intere tutte le parti che si vedono.
  4. SCATTARE IN .JPG: Non è colpa vostra, è l’opzione predefinita di quasi ogni macchina e voi, giustamente, vi fidate. Ma un fotografo esperto sa che scattare in jpg fa automaticamente perdere qualità alla foto. Infatti il jpg, essendo un formato compresso, salva meno informazioni e fa conseguentemente perdere qualità alla vostra foto, e questo significa che la post produzione non verrà altrettanto bene. Utilizzate invece il formato RAW (che a seconda del brand della macchina ha un nome diverso; per Nikon, ad esempio, è .nef) che essendo “grezzo” non viene compresso dalla macchina e vi permette di applicarvi modifiche molto più precise.
  5. NON FATE UN NUMERO DI FOTOGRAFIE QUANTO I DECIMALI DI PIGRECO: È importante fare pratica ed è sempre meglio avere uno scatto in più piuttosto che uno in meno, ma a tutto c’è un limite, soprattutto se poi avete intenzione di condividere le vostre foto con gli amici e sui social. Nessuno dei vostri amici su facebook vuole vedere 100 foto della stessa posa, con la stessa angolazione e nello stesso punto. Cercate sempre di fare una scrematura dei vostri elaborati riducendo solo agli scatti essenziali, e sicuramente “buoni”.


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